La nostra chiesa è impegnata in un'opera di evangelizzazione all'interno dell'Università. Tale progetto di diffusione dei principi e della cultura del Regno di Dio, è portato avanti anche per il tramite di una rivista curata dai membri della chiesa locale. Il contenuto di tale lavoro è orientato a quei giovani universitari interessati ad argomenti quali: filosofia, politica, antropologia, teologia e simili.

 

Secondo il pensiero riformato, Adamo prima del peccato era destinato ad una condizione più alta. La grazia dopo la caduta, persegue il fine di realizzare tale più alta destinazione. Il patto di grazia in Cristo e il patto di opere con Adamo, si distinguono nel mezzo, non nello scopo finale. Il punto di arrivo della grazia ci rimanda al punto di partenza e simultaneamente tale punto è più in alto della partenza. Le conseguenze pratiche sono in primo luogo connesse al rispetto dell'indipendenza e dell'autorità dei diversi ambiti del creato (sfere sovrane), costituiti dalla famiglia, la società, lo stato, la scuola, solo per citarne alcuni. Tali sfere non sono state annullate dal peccato e debbono sperimentare la rigenerazione dello Spirito di Cristo. Ad essere precisi, la Bibbia non è un testo che contenga un programma sociale, politico o scolastico completamente articolato, e neppure deve essere intesa come un manuale di scienza o arte; essa è il libro che contiene la rivelazione redentiva di Dio ed ha uno scopo eminentemente etico-religioso che ha però come obiettivo il rinnovamento di tutti gli aspetti ed ambiti dell'universo umano.

 

Il cristianesimo non è entrato nel mondo per condannare o bandire tutto ciò che esiste, ma per purificare dal peccato ciò che esiste, riportandolo allo scopo originario. La rivelazione di Dio ha essenzialmente una natura soteriologia, che riforma e ricrea. La salvezza in Cristo, non è una seconda e nuova creazione, ma una ricreazione. La grazia è una "reparatio", non una "elevatio naturae" come nel cattolicesimo, poichè la natura non ha meno valore della grazia. La grazia è ostile solo al peccato e non al mondo che invece desidera consacrare a Dio. E' dunque un errore pensare che la grazia sia restrittiva di quanto è presente nel mondo, mirando a renderlo inoperativo. I riformati affermano la origine divina di quello che esiste, la bontà del mondo e in esso della famiglia, della società, della scuola e dell'istruzione, dell'arte, del commercio e dell'industria. Poiché il peccato non appartiene alla sostanza della creazione, ma è solo una deformazione di quanto esiste, Dio è capace di rimuovere il mondo dalle spire della corruzione del peccato. Cristo non sta all'inizio, ma al centro della storia, ciò presuppone l'opera del Padre nella creazione e nella provvidenza. L'incarnazione di Cristo ci insegna che il divino si può rivelare in una maniera completamente umana, l'umano è l'organo del peccato, ma non il peccato stesso. Il peccato non è una sostanza, ma una qualità; non materia, ma forma, non l'essenza delle cose, ma qualcosa che aderisce a tale essenza. Proprio perché il peccato non è sostanza, è possibile un'etica del restauro della natura. La redenzione del creato, non è una mera riabilitazione, ma solleva il naturale ad un livello più alto di quello originario.

 

Poiché il vangelo concerne esclusivamente la liberazione dal peccato, esso lascia tutte le istituzioni intatte. In principio il vangelo si oppone a tutti i socialismi, comunismi ed anachismi, poichè non si oppongono al peccato, ma identificano (negando la caduta) il peccato con la natura, e l'ingiustizia con la famiglia, lo stato, la società, in breve identificano qualche aspetto della creazione con il peccato. Per lo stesso motivo, il vangelo è avverso alle rivoluzioni di ogni tipo, poiché la rivoluzione non fa distinzione tra natura e peccato, ed eradica il buono con il cattivo. Il vangelo non annuncia distruzione e morte, ma risurrezione e vita. Il vangelo evita tanto il pericolo del conservatorismo, che non desidera riformare la società, quanto quello del radicalismo rivoluzionario.