James Arminius (Jacob Harmenszoon 1559-1609) è noto per il rifiuto della
dottrina calvinista della salvezza, infatti egli crede che la fede sia la
causa dell'elezione: "E' un decreto eterno frutto della grazia di Dio
in Cristo, tramite il quale Egli decide di giustificare e adottare i credenti,
ed ad attrezzarli con la vita eterna, ma a condannare gli increduli e le persone
impenitenti." Tali affermazioni non appaiono essere bibliche (Romani
8:30 e Atti 13:48) in quanto appare chiaro che l'elezione è la causa della
fede, solo in tal modo la fede è un dono di Dio. Se l'elezione, ossia il desiderio
di Dio di donare la fede secondo il proprio proposito, non precedesse la fede, la fede non potrebbe essere intesa
come un dono. Arminio esponeva la propria dottrina sintetizzandola in quattro
punti:
1)
Dio ha decretato in modo assoluto che Cristo è il
Salvatore che "distruggerà il peccato", "otterrà salvezza"
e "la comunicherà tramite la Sua stessa virtù";
2)
Dio ha decretato di salvare coloro che si pentono
e credono e in Cristo, per sua causa e attraverso Lui, ad effettuare la salvezza
di tali penitenti e credenti se perseverano sino alla fine;
3)
Dio ha decretato di "amministrare in una maniera
sufficiente ed efficace i mezzi che erano necessari per il pentimento e la
fede." In accordo con la propria saggezza e giustizia;
4)
Dio ha decretato di "salvare e dannare particolari
persone" basandosi sulla propria pre-conoscenza, per mezzo della quale
Egli conosce sin da tutta l'eternità che attraverso la grazia preveniente
crederanno e persevereranno.
Nella propria
esposizione della dottrina della predestinazione Arminio cerca di conservare
la teologia della grazia riformata, evitando l 'accusa di pelagianesimo, ciò
allo scopo di evitare che Dio potesse essere accusato di "favoritismi"
e rendendo possibile la possibilità di rigettare la grazia. Come altri prima di lui, egli riteneva che la propria dottrina
avrebbe reso il vangelo più presentabile se avesse enfatizzato la responsabilità
umana. Tale teologia non poteva che essere un fallimento, perchè pure insegnando
che la grazia è necessaria, pure insegna che essa non è efficace. L 'uomo
risulta essere l 'arbitro della propria salvezza e Gesù non è l'attuale Salvatore
del Suo popolo, ma soltanto Colui che rende possibile la salvezza. Arminio
insegnava che la stessa fede era imputata al peccatore per giustizia, mentre
l 'insegnamento riformato affermava che l 'oggetto della fede, cioè Cristo
e la Sua giustizia, erano imputati al peccatore. Questa diversa enfasi è importante
perché sposta il baricentro della salvezza da Cristo all 'uomo. La salvezza è il frutto congiunto degli sforzi combinati di Dio (che prende l'iniziativa) e dell'uomo
(che deve rispondere), anche se l'opera dell'uomo è il fattore determinante
di tutta l'operazione. Dio ha provveduto salvezza per tutti indistintamente,
ma questa diventa efficace soltanto per quelli che sulla base del proprio
libero arbitrio "sceglieranno" di collaborare con Dio e accetteranno
la Sua offerta di grazia. In tal modo è l'uomo e non Dio che decide chi sarà
il destinatario del dono della salvezza. William Ames, un puritano inglese affermò che l'arminianesimo
"è non proprio un'eresia quanto piuttosto un pericoloso errore nella
fede e tende all 'eresia & un 'eresia pelagiana, perchè nega che l 'effettività
dell 'operazione della grazia interiore sia necessaria per produrre conversione
e fede. In questa valutazione Ames, intende il conflitto tra calvinismo
ed arminianesimo, simile a quello tra agostinismo e pelagianesimo. Il messaggio
biblico insegna che la salvezza è portata a compimento dall'onnipotente
potere del Triuno Dio. Il Padre sceglie un popolo, il Figlio, muore per esso,
lo Spirito rende efficace tale morte conducendo gli eletti a fede e pentimento,
facendo in modo che desiderino volontariamente di obbedire all'evangelo. L'intero
processo (elezione, redenzione, rigenerazione) è opera di Dio ed è possibile
solo per grazia. E' solo Dio e non l'uomo che determina chi sarà il destinatario
del dono della salvezza.
Nel 1610, quarantadue ministri di culto arminiani, firmarono e inviarono
una petizione (Rimostaranza) al governo chiedendo protezione per la propria
teologia. La loro posizione è riassunta in 5 punti: elezione condizionata,
espiazione universale, depravazione totale, grazia sufficiente ma resistibile
ed incertezza circa la perseveranza dei santi. I calvinisti replicarono con
una Contro-Rimostranza nel 1611. Ironicamente i cinque punti del calvinismo
nascono proprio da questa controversia, ed ovviamente non possono essere considerato
un sommario della dottrina calvinista in merito al soggetto della predestinazione.
Nel 1618, dopo un cambio di governo, un sinodo nazionale fu convocato a Dordrecht,
allo scopo di giudicare la teologia arminiana; i teologi convenuti misero
a punto i Canoni di Dordt , una risposta ai 5 errori degli arminiani ed espressero
l 'alternativa biblica alle obiezioni dei rimostranti:
|
I
Cinque Punti degli Arminiani |
I
Cinque Punti del Calvinismo |
Sebbene la
natura umana sia stata seriamente contaminata dalla caduta, il peccatore non
è sfornito di mezzi per comprendere la dimensione dello spirituale.
L 'espressione biblica riferita all 'uomo che egli risulta morto nel peccato
va minimizzata. Dio nella propria misericordia, non ha privato il peccatore
della capacità di pentirsi e di credere. Dio non interferisce con tale
libertà dell'uomo, infatti ogni peccatore possiede una libera volontà, e il
proprio destino eterno dipende da come tale volontà sarà utilizzata. La
libertà dell'uomo dipende dalla propria abilità a scegliere il bene o il male
in ambito spirituale, pertanto la sua volontà non è schiavizzata dalla sua
natura peccatrice. Il peccatore ha il potere di cooperare con lo Spirito di
Dio e di essere rigenerato o al contrario di resistere alla grazia di Dio e
perire. Il peccatore certamente necessita dell'assistenza dello Spirito, ma
non ha bisogno di essere rigenerato dallo Spirito prima di credere, perché la
fede è una capacità insita nell'uomo e precede la nuova nascita. La fede è un
dono che Dio pone nel cuore di tutti i peccatori a prescindere dalla grazia
salvifica, ed è essa che l'uomo mette in causa nel processo di salvezza. |
A
causa della caduta, l 'uomo è diventato del tutto ribelle a Dio, non
desiderando essere a Lui sottomesso, pertanto risulta del tutto incapace di
credere nell 'evangelo della grazia.. Il peccatore è morto, cieco e sordo alle cose
che concerno il vero Dio (ciò non toglie che possa ricercare dèi falsi), il
suo cuore è ingannevole e oltremodo corrotto. La volontà dell 'uomo peccatore
non è libera, neutrale o quasi-neutrale, essendo in schiava della propria
cattiva natura, pertanto non può compiere scelte per quanto concerne lo
spirituale (per quanto possa compierne di morale per grazia comune). Di
conseguenza, egli abbisogna di molto più che una semplice assistenza per
accettare il Dio biblico, essendo bisognevole della rigenerazione per essere
risuscitato dalla morte alla vita ed ottenere una nuova natura. La Fede non è
qualcosa che l 'uomo mette in gioco per ottenere salvezza, ma è essa stessa un
dono di Dio. |
L 'elezione di Dio di salvare alcuni individui, compiuta
prima della fondazione del mondo, è basata sulla Sua previsione di quanti
messi a contatto con l'evangelo avrebbero risposto alla sua chiamata. Egli
seleziona coloro che liberamente crederanno all'evangelo, l'elezione è dunque
condizionata dalla volontà e dai desideri dell'uomo (e dunque dai suoi
meriti). La fede che Dio prevede o preconosce non è donata al peccatore da
Dio (e dunque non è creata dal potere rigenerante dello Spirito Santo) ma è
il risultato della volontà umana. La causa ultima della salvezza è la scelta
da parte dei peccatori di Cristo e non piuttosto la scelta di Dio dei
peccatori. |
Dio liberamente e
sovranamente determina di salvare alcuni peccatori destinati alla morte
eterna, attraverso la giustizia di Cristo, donando loro la fede. Il perché di
tale scelta, che avviene prima della fondazione del mondo, è nota sola alla
sovrana volontà di Dio, a noi è dato sapere che essa non è fondata su alcun
merito umano. Pertanto l 'elezione dei peccatori non può essere fondata su alcuna
preconoscenza di una risposta o obbedienza alla chiamata di Dio, al contrario
Dio dona fede e pentimento a coloro che elegge. Fede e pentimento sono
l 'effetto e non la causa dell 'elezione di Dio. L 'elezione non è determinata
da alcuna condizione fondata su una qualche virtù o qualità o atto dell 'uomo,
preconosciuto da Dio. |
L'opera di
redenzione di Cristo è messa a disposizione di tutti gli uomini a condizione
che questi l 'accettino. Sebbene Cristo sia morto per tutti gli uomini, solo
coloro che credono in lui sono salvati. La morte di Cristo pone Dio in
condizione di perdonare i peccatori soltanto se costoro credono, più
precisamente Cristo è il redentore solo se l'uomo accetta ciò. |
L'opera di redenzione di Cristo, non è utile solo in potenza ossia
se essa è accettata dall 'uomo peccatore, ma possiede sicura efficacia
salvifica . La morte di Cristo ha espiato il peccato al posto di alcuni
specifici peccatori, per conferire a costoro al momento opportuno, sicura
salvezza. Oltre a togliere il peccato del Suo popolo, la redenzione di Cristo
assicura tutto il necessario per la salvezza, inclusa la fede che unisce il
credente a Dio. Il dono della fede è applicato dallo Spirito a tutti coloro
per i quali Cristo morì e garantisce loro salvezza. |
Lo Spirito opera
interiormente solo a condizione che l 'uomo accetti l'evangelo, pertanto non
vi è alcuna grazia preveniente , e anche se vi sono alcune operazioni
interiori dello Spirito, essendo l'uomo in possesso di una libera volontà,
esse possono essere contrastate. Lo Spirito può rigenerare il peccatore a
patto che questo con le proprie forze giunga alla salvezza; la fede (che in
tale prospettiva è solo una espressione della volontà dell'uomo) precede e
rende possibile la nuova nascita. In tal modo la volontà dell'uomo può
rendere possibile o contrastare l'opera salvifica del Cristo. Lo Spirito
Santo può attirare a Cristo solo coloro che permettono ciò. Se l'uomo non
riconosce la signoria di Cristo, lo Spirito è inefficace e non può dare vita.
La grazia di Dio non è dunque invincibile e può essere addirittura vinta
dall'uomo. |
In aggiunta alla
chiamata generale alla conversione effettuata per il tramite della
predicazione dell'evangelo, lo Spirito Santo opera negli eletti una speciale
chiamata che inevitabilmente li conduce alla salvezza. La chiamata generale,
che non è cosa diversa dall 'annuncio dell 'evangelo ed è offerta a tutti gli
uomini senza distinzione, può essere e spesso è rigettata, ma la chiamata
interiore non può essere rigettata e conduce a sicura conversione. Per il
tramite di tale opera i peccatori sono condotti a Cristo. Lo Spirito
costringe misteriosamente gli eletti a cooperare con la grazia, a credere, a
pentirsi, ad andare liberamente e volontariamente a Cristo. La grazia di Dio
è dunque invincibile e non fallisce mai nel salvare coloro verso cui è
diretta. |
Coloro
che credono e sono oggi salvati, possono domani perdere la propria salvezza,
smarrendo in tal modo la propria fede. Non tutti gli Arminiani, sono
concordi su tale punto: alcuni ritengono, in modo piuttosto inconseguente
rispetto alle premesse del proprio pensiero, che i credenti sono eternamente
sicuri in Cristo e che una volta che il peccatore è stato rigenerato in
Cristo egli non può più perdersi. |
Dio nella propria misericordia preserva il dono della
fede nei propri eletti in modo che essi possano perseverare nelle buone opere
e possa in tal modo realizzarsi la parola; Colui che ha iniziato in voi una
buona opera la porterà a compimento . |
Molti ritengono che la differenza tra arminianesimo e calvinismo dopo
400 anni non sia più rilevante. In realtà nei circoli evangelici e pentecostali
la dottrina arminiana è ancora rilevante e in questi ambienti il libero arbitrio
è fortemente sottolineato, pertanto anche se non esplicitamente, il calvinismo
è implicitamente nettamente rifiutato. Altri ancora sottovalutano la differenza
tra arminiani e calvinisti in nome di un attivismo indifferente alle questioni
teologiche, Si ritiene che l 'opposizione a Cristo nel mondo sia tale da dovere
minimizzare certe questioni (anche se non andrebbero sopravvalutate sino al
punto da ritenere gli arminiani non cristiani). Ci si dimentica che le nostre
azioni sono fondate sulle nostre opinioni. Altri ancora ritengono che le differenze
tra arminiani e calvinisti siano conciliabili, poichè risulta sempre possibile
affermare che la salvezza sia in parte opera di Dio e in parte opera dell
'uomo: Io sono per il 75% calvinista e per il 25% arminiano , la persona
che afferma questo è sempre arminiana al 100%, poiché arminiano è colui che
nell 'opera di salvezza assegna un posto determinante alla volontà dell 'uomo.
Va anche detto che quanti propongono tali percentuali desiderano affermare
che la grazia di Dio è la sola causa della salvezza, mentre l'uomo è responsabile
davanti a Dio. Questo però significa essere calvinisti.
Il messaggio
biblico insegna che la lettera dell'evangelo senza un'efficace azione da parte
dello Spirito Santo, che sottolinei il valore dell 'opera di Gesù Cristo,
mentre può rendere gli uomini più intelligenti, educati, brillanti, non possiede
alcun potere per cambiarne la natura di peccatori. Tutto al più questo messaggio
può nettare l'esterno della coppa, ma non può riuscire ad interessare la natura
del contenuto. Coloro che credono nella capacità umana di scegliere per Dio,
assumono che tutto quello che è necessario per mutare l 'olivo selvatico in
un buon olivo sia la potatura, la concimazione, la zappatura e simili altre
cose, dove ciò di cui l'albero ha bisogno prima di tutto è di un innesto preso
da un buon olivo. Sino a quando questo non è compiuto tutto il lavoro che
è speso attorno all'albero è in massima parte inutile. Il messaggio biblico
non sottostima il valore della volontà umana e della responsabilità, ma non
collocarle nell 'appropriato contesto della scelta fondante di Dio, potrebbe
far pensare che si possano purificare le acque di un fiume migliorando solo
il paesaggio lungo le rive. Un vecchio proverbio ebreo dice: "sradica
un albero cattivo e piantalo nel giardino di Eden ed annaffialo con le acque
di quel posto; fai in modo che l'angelo Gabriele ne diventi il giardiniere,
ciò che alla fine otterrai sarà ancora un albero cattivo che porta solo frutti
cattivi".
Oggigiorno i calvinisti hanno remore a sottolineare la propria identità
perchè sentono di essere una minoranza. E' importante ricordare che il calvinismo
ha avuto periodi di declino e di fioritura, Dio non chiama il proprio popolo
ad avere successo, ma ad avere fedeltà.