La croce ugonotta

La "croce ugonotta", per molti ancora un simbolo misterioso, caratterizza i protestanti francesi, ma è poco a poco ha acquisito sempre di più popolarità divenendo simbolo universalmente riconosciuto di tutti i cristiani che si rifanno alla Riforma protestante del XVI secolo. Lo stesso aggettivo "ugonotto" lascia piuttosto perplessi sul suo significato originale. Il seguente articolo del prof. Paul Lienhardt (tratto da Réforme del 15.5.1991) svela il mistero dell'origine della croce e della parola. Dietro alla croce ugonotta c'è tutta una storia, la storia del protestantesimo. Alla croce ugonotta io ho aggiunto come "logo" di Tempo di Riforma, una fiaccola accesa, simbolo del fatto che la Riforma protestante non è un residuo del passato, ma è ancora viva e ben accesa nonostante i tentativi che sono stati fatti e che ancora sono fatti in ogni dove di estinguerla.

L'origine della parola "ugonotto" e la sua etimologia sono assai discusse. Siccome essa è diventata il termine specifico per designare i partigiani della Riforma francese del 16° secolo ed i loro discendenti ed eredi, vale la pena di ricercarne l'origine.

Circa la fioritura di spiegazioni fantasiose che si è verificata nel passato, citeremo solo quella di "partigiani di Ugo". Ma questo riferimento a ugo Capeto, fondatore della dinastia "capetingia" dei re di Francia, non ha relazione con la denominazione storica protestante. Oggi il parere della maggioranza degli storici fa risalire il termine "ugonotto" al tedesco "Eidgenossen" e localizza la sua origine a Ginevra. Questo termine, che significa "confederati con giuramento" sarebbe stato impiegato dai partigiani del duca di Savoia per designare i ginevrini in rivolta.

Senza escludere questa ipotesi, bisogna segnalare anche un'altra spiegazione: in Francia, nella regione di Tours, nella valle della Loira, verso il 1560, Théodore de Bèza ed il suo avversario, il cardinale di Lorena, ricorsero per primi a questa espressione nella loro corrispondenza. Essa fu ripresa dagli storici contemporanei La Popelinière, De Thou, Agrippa d'Aubigné ed Etienne Pasquier. Per essi il vocabolo "ugonotto" aveva la sua origine a Tours, dove gli aderenti alla "nuova religione" si riunivano segretamente in un luogo vicino alla porta Ugone. All'inizio dei "disordini religiosi" inaugurati dal "tumulto di Amboise", assai vicino a Tours, nel 1560, questo termine si estese alla stessa Tours come uno spauracchio. In seguito esso dovrà poi perdere questo carattere per generalizzarsi e designare l'insieme dei riformati francesi.

La storia della croce

La croce ugonotta è un segno di riconoscimento di origine popolare, creata nella regione di Nîmes all'epoca della revoca dell'editto di Nantes. La sua bellezza ed il suo mistero hanno costituito il suo successo a tal punto che anche i luterano francesi l'hanno adottata, aggiungendo al suo centro una piccola "rosa di Lutero". La sua forma esatta non è mai stata codificata, per cui esistono diverse varianti che comprendono anche l'inclusione di quattro piccole colombe dello Spirito Santo fra i bracci della croce, ed altre versioni moderne dalle forme geometriche stilizzate. Prima di chiamarla croce ugonotta, la si definiva "Spirito Santo", termine che designava in origine un monile cristiano di origine alverniese: la colomba dalle ali spiegate, librantesi dall'alto verso il basso, simbolo della discesa dello Spirito Santo sugli apostoli nella Pentecoste.

L'ambiguità della croce ugonotta era legata al tempo ed al luogo della sua origine, dato che un segno di riconoscimento troppo evidente avrebbe rappresentato un pericolo troppo grande per coloro che ne facevano uso. Se l'originalità della sua forma è facile da identificare, il suo significato e la sua interpretazione rimangono nel campo delle congetture. Malgrado il luogo della sua origine, la croce ugonotta non ha alcun rapporto con la croce del Languedoc. La sua forma è ispirata, con tutta evidenza, all'emblema dell'ordine del Santo Spirito, la croce di Malta a pomoli (una pallina all'estremità delle sue otto punte), mentre parecchie croci antiche portano fra i loro bracci il giglio reale. L'artigianato popolare ha appesantito e variato le proporzioni più sottoli della croce dell'ordine del Santo Spirito. Mentre in questa la colomba è raffigurata in grandi proporzioni al suo centro, nella croce ugonotta essa è messa come pendaglio sotto la croce stessa, ad imitazione dello "Spirito Santo" alverniese.

Parecchie croci ugonotte antiche comportano una variante: il pendaglio dello Spirito Santo è sostituito da una "lacrima" che somiglia alla "santa ampolla". Secondo la leggenda originaria essa fu portata in cielo da una colomba, per intercessione di San Remigio, in occasione del battesimo di Clodoveo, re dei Franchi, nel 496. La croce dell'ordine della "santa ampolla" ha nel suo centro una mano che riceve l'ampolla da una colomba ad ali spiegate che la tiene nel becco. Essa conteneva l'olio santo con il quale si consacravano i re.

Pare che l'artigianato popolare abbia deformato i piccoli fiori di giglio piazzati fra i bracci della croce sino a perderne il significato, tanto che gli spazi vuoti tra i fiori e il centro della croce hanno preso la forma di un cuore, sormontato da una forma puntuta. Quei quattro elementi che univano i bracci della croce potevano così somigliare ad una corona di spine, simbolo delle sofferenze della Chiesa "sotto la croce" all'epoca del "Deserto", richiamando così il significato della "santa ampolla" diventata "lacrima". Altri vedono nella "lacrima" una fiamma dello Spirito Santo e l'interpretano come un simbolo della libertà dello Spirito che porta alla concezione evangelica del sacerdozio universale.

Una pluralità di significati

Per interpretare il significato ambiguo della croce ugonotta, possiamo partire da quello dell'ordine del Santo Spirito. Creato dal re Enrico III nel 1578, quest'ordine venne così chiamato perché detto re era salito al trono in un giorno di Pentecoste. I suoi membri erano cento ed erano costituiti da nobili professanti la religione cattolica. Più tardi Luigi XIV si ispirò allo stesso emblema per creare l'ordine militare di S. Luigi, sempre riservato a cattolici professanti. Luigi XV creò un ordine similare al merito militare per i protestanti, ma ne potevano beneficiare solo gli stranieri. Gli ugonotti erano perciò in ogni caso esclusi da tale onorificenza, a prescindere dai servizi resi.

Mi sia concesso avanzare un'ipotesi personale sulla croce ugonotta, dato che fin ora non ho trovato un testo antico a questo riguardo. Il suo creatore è probabilmente l'orefice Maystre di Nîmes. Gli ugonotti avevano respinto la croce latina, simbolo della Chiesa cattolica romana persecutrice. Essi si ispirarono direttamente all'ordine del Santo Spirito staccando la colomba reale dal centro della croce per metterla come pendaglio al di sotto. Si può interpretare questo come un gesto coraggioso significante la rivendicazione della libertà di coscienza e di culto. A quei tempi il professare una religione che non fosse quella del proprio principe era considerato un crimine di lesa maestà. Al tempo stesso, però, la fedeltà al simbolo reale del giglio era un'affermazione di lealtà nei confronti della legittima autorità. Gli ugonotti avevano sperato di ottenere dal loro re il diritto di esistere in modo distinto dalla Chiesa ufficiale, manifestando un esemplare civismo.

La stessa ambiguità nell'unione di tutti quei simboli nella croce ugonotta, ancora poco conosciuta all'inizio del nostro secolo, ne ha fatto un segno di riconoscimento il cui significato rimaneva ignorto ai non iniziati.

Paul Lienhardt