In Olanda c'è il partito dei pedofili

Ladri d'infanzia

di Stefano Milani

Il nome può ingannare. "Amore del prossimo, libertà e diversità" dà l'idea di uno slogan peace&love anni Sessanta, di quelli che mette tranquillità e simpatia, forse un po' troppo populista riferito ad uno schieramento politico ma oggi come oggi l'elettore medio non fa più caso a queste cose. E invece, accendi il computer, ti colleghi al suo sito e scopri che altro che amore e libertà. Sei nel bel mezzo del Pndv, un partito politico vero e proprio, un partito nuovo, un partito diverso, un partito di pedofili. Sì, in Olanda si può. C'è un tribunale che ne ha sancito la costituzionalità "perchè - dicono i togati dei mulini a vento - ha lo stesso diritto a esistere di ogni altro partito politico. Non incita alla violazione della legge, ma propone di cambiarla". Questo accadeva un anno fa e questo accade ancora oggi. Il partito dei pedofili è ancora lì, vivo e vegeto, a portare avanti la sua farneticante battaglia, con la gran parte degli olandesi che lo ripugna e una risicata minoranza che lo sostiene e lo esalta.

Ma per capirne di più bisogna approfondire. Bisogna ad esempio leggere il programma elettorale con cui sono andati alle ultime elezioni, fortunatamente senza trovare consensi sufficienti per ottenere rappresentanza in Parlamento. E si scopre che la fantasia, quella più triste e squallida, supera di molto la realtà. Tutto ruota intorno alla legalizzazione della pedo-pornografia e all'impunibilità degli adulti ad avere rapporti sessuali con bambini di età superiore a 12 anni, salvo i casi in cui si dimostrino abusi e violenze. E ancora: la proposta di istituire l'educazione sessuale come materia scolastica obbligatoria a partire dalle elementari. Una volta sedicenni, poi, tutti dovrebbero poter recitare nelle pellicole pornografiche o addirittura prostituirsi, senza che questo prefiguri alcun tipo di reato. Infine: assoluta libertà di circolare nudi in pubblico, ovunque e di chiunque si tratti, adulti e bambini. Quanto alla diffusione dei film porno, in televisione essi dovrebbero potersi vedere liberamente persino durante il giorno, soltanto quelli di contenuto violento andrebbero confinati nella fascia tardo-serale. Tutto vero. Tutto scritto nero su bianco nello statuto del partito.

L'anno scorso i maggiori esponenti del Pnvd hanno addirittura scelto una data, il 25 giugno, ribattezzata il giorno del "Pedo Pryde", dell'orgoglio pedofilo, e più o meno in contemporanea aperto un sito multilingue accessibile a tutti, bambini compresi, dove la pedofilia viene trattata come patrimonio culturale da difendere e i suoi seguaci spacciati come una razza perseguitata e discriminata. La mente di tutto ciò è un signorotto sessantaduenne che di nome fa Ad Van der Berg e che può contare su quasi duemila adepti. Lo ha dovuto fondare, dice, "perché da quando nel vicino Belgio sono state scoperte le scorribande di Marc Dutroux, il mostro di Marcinelle, e la sua banda di pedofili assassini, la questione è rimasta un tabù". Ma lui stesso ci tiene a precisare che il suo partito è contro ogni forma di abuso, aggiungendo che devono essere i bambini stessi a decidere quando sono maturi per il sesso. Dichiarazioni che hanno scaturito aspre discussioni in Olanda, ma tant'è dopo un anno il cosiddetto Partito dell'amore e della diversità è ancora in piedi, fa propaganda per le strade, trovando perfino qualche spazio sui media.

Sdoganare il pedofilo, dargli un'anima, renderlo una persona "normale" è dunque il loro obiettivo. E sulla volontà di abolire dalla lista dei reati il possesso di materiale pedo-pornografico la spiegazione di Van der Berg è paterna, quasi protettiva: "Un divieto rende semplicemente i bambini più curiosi". Ma proibire di dire queste sciocchezze, non renderebbe l'Europa un paese più civile?