Religione fuori pagella
di Nicola Pagano

 

Una piccola vittoria della scuola laica e aconfessionale: la religione cattolica resta fuori pagella. La valutazione degli alunni che seguono l’ora di religione va registrata, com’era prima delle disposizioni morattiane, in una scheda a parte. Vani dunque i tentativi di riportarla in pagella. È questo l’esito dell’ennesimo ricorso sull’Irc che, attraverso la trafila di circolari ministeriali, ricorsi e due ordinanze del Tar, giunge ora a conclusione.

L’ex ministro dell’Istruzione Moratti, sensibile ai desiderata del cardinale Ruini, con la circolare n. 84 recante norme sulla scheda di valutazione e sul «port-folio» (10.11.05), aveva stabilito che la religione, fino ad allora valutata in una scheda a parte, fosse re-introdotta in pagella e valutata con le altre materie. Ai ricorsi di genitori e dei Cobas-scuola era seguita, il 1° febbraio, un’ordinanza ministeriale. Il ministro addirittura, con una successiva nota, aveva precisato che la religione concorreva con le altre materie alla valutazione finale degli alunni. Da qui il ricorso della Flc-Cgil, l’accoglimento della richiesta dei ricorrenti e la sospensione, per la seconda volta, delle disposizioni ministeriali, «considerato che – scrivono i giudici amministrativi – la precedente ordinanza ha valenza erga omnes anche per quanto attiene all’insegnamento della religione». In particolare, con riferimento alla nota ministeriale impugnata, il Tar, considerando che essa usi una «formula ambigua», ritiene che il riferimento «non consenta di ritenere che si possa continuare a redigere la parte del “portfolio” relativa alla religione già sospesa da questo tribunale». Dopo il colpevole silenzio del ministro Moratti, ora finalmente il ministro Fioroni ha emesso una breve nota con la quale dà seguito alle ordinanze del Tar del Lazio su riferite.

La religione dunque non solo non va riportata in pagella, ma va registrata in una scheda a parte, come stabilito dal Concordato/84 e come fissato dall’art. 309 del D. L.g.vo n. 297/94, noto come T.U. della scuola; per di più essa non concorre alla valutazione finale degli alunni. C’è solo da augurarsi che la precisazione del ministro Fioroni, giunta a scrutini iniziati, non crei perplessità e confusione nelle scuole. Dopo lo stop alla riforma della scuola secondaria superiore annunciato nei giorni scorsi dal neo-ministro, un altro tassello della contestata riforma Moratti della scuola, e cioè il port-folio delle competenze viene così eliminato e con esso il tentativo di riportare la religione in pagella.

La cosa non è di poco rilievo: negli ultimi due anni della disastrosa politica scolastica della Moratti, il reinserimento della religione in pagella era stato preceduto e affiancato da iniziative della Cei volte a consolidare la presenza cattolica nella scuola pubblica e a conquistare ulteriori spazi (dalla centralità dell’Irc nell’azione didattica della scuola, ai «pacchetti didattici» sull’antropologia cattolica; dalla conferma del crocifisso nelle scuole, alla ripresa delle cerimonie religiose...). Le due ordinanze del Tar Lazio sembrano procedere in senso contrario. Segno che qualcosa si muove. L’offensiva clerico-didattica degli ultimi anni sembra affievolirsi. Questo almeno è il nostro auspicio.

Tratto da Riforma del 30 giugno 2006