Adattato dal sito “Troviamo i Bambini”
Il 75% dei siti pedopornografici ha sede in America Tutti magari pensavamo che i server di questi siti fossero invece in Uganda, Paesi dell’Est, Paesi del terzo mondo e invece no, sono nella “Civilissima” America, dove chi vuole acquistare foto e filmati in cui gli attori sono bambini che vengono violentati, possono acquistare il tutto con carta di credito.
I video più richiesti nell’ambito di questo “mercato”, sono quelli che vedono bambini, anche
di 18 mesi che hanno rapporti COMPLETI,
con adulti, morendo di conseguenza per SVISCERAMENTO.
Un “Buon sito” frutta in media 90.000 euro al giorno,
i filmati più richiesti vengono pagati in media 300 euro. Questo mercato
“richiede” bambini sempre più piccoli e filmati sempre più cruenti.
George Walker Bush, Presidente
degli Stati Uniti d’America, che fà
? Troppo impegnato con il petrolio ? Non riescono in America a fare controlli
incrociati, fra chi compra e chi vende, per combattere questo CANCRO SOCIALE ?
Il sito pedofilo più famoso al mondo è il Boy Love Day. Lo sapevate che è un
sito Tedesco ? Essendo un sito Tedesco, come mai il nostro Ministro degli
Esteri, non ha contattato il Governo Tedesco per farlo oscurare ? Non abbiamo rapporti con la Germania
? La Germania non è in Europa ? Perchè
non è intervenuta la Commissione Europea ?
Jonge e il Boy Love Day, giornata della
negazione dell'infanzia
di Barbara
D'Amico
Non bastava il partito pedofilo e così
il padre fondatore, il 28enne olandese Norbert de Jonge, ha pensato di istituire anche una
tv via internet destinata all'apologia del "boy-loving".
Si chiama "Child Love", è perfettamente
operativa e la presentazione fattane da Jonge è a dir
poco aberrante. Nel comunicato di presentazione, diramato a maggio di quest'anno, l'ex studente universitario utilizza
raccapriccianti esempi per definire ingiusto e ipocrita il trattamento
riservato ai pedofili. Come quello di una donna che abusi di
una bambina di quattro anni: Jonge non parla di
violenza, ma di semplice stimolazione sessuale del tutto lecita. Le
farneticazioni sono solo una parte della follia propagandista. All'Associazione Meter di Don di Noto il
merito di aver scoperto poche settimane fa il network e di aver avvisato
tempestivamente i reparti della Polizia Postale italiana, belga e
svizzera. E' infatti nel Liechtenstein
il server che ospita il portale di Jonge ed è sempre
qui che trovano riparo numerosissimi siti pedo-pornografici a causa della
mancanza di una compiuta regolamentazione del traffico online
che ha reso il piccolo Stato un vero e proprio porto franco. Il partito, la
televisione, gli appelli: non si tratta di episodi
asincroni ma di un'operazione di propaganda che si riassume in una data, quella
del prossimo 23 giugno per la celebrazione della Giornata dell'orgoglio
pedofilo, sempre nel Liechtnestein.
L'allarme lanciato contro l'assurda manifestazione sembrava aver
sortito i suoi effetti quando agli inizi di giugno, grazie ad una
petizione lanciata di concerto da Meter, dal
quotidiano Epolis e dal Comune di Roma (Fermiamo gli
Orchi) per l'oscuramento del portale pedofilo inneggiante alla Giornata, era
stato bloccato l'accesso dall'Italia al sito del Boy Love Day. Ma non poco tempo dopo sempre l'Associazione Meter denunciava la scoperta di un nuovo server proxy, ospitato dall'Online institute for gay research attraverso il sistema "anonymouse.org",
quale finestra per la visualizzazione del sito pedo-pornografico. "Una lotta contro mulini a vento", questa la
dichiarazione rilasciata pochi giorni dopo da Don di Noto al quotidiano La
Sicilia. "La Giornata dell'orgoglio pedofilo non è una
manifestazione per la libertà di pensiero - aveva poi aggiunto di Noto - ma il
tentativo da parte delle lobby pedofile di far
passare un comportamento illecito e di reato: i bambini non appartengono ai
pedofili e alla loro mentalità perversa e malata". Anche
l'entusiasmo del sindaco di Roma, Walter Veltroni, il
quale aveva plaudito al piccolo vantaggio conquistato nei confronti della lotta
alla pedofilia grazie all'iniziativa "Fermiamo gli Orchi", è stato
smorzato presto.
Al momento la tv di Jonge è perfettamente attiva e getta un'ombra inquietante
sulla gestione del fenomeno pedofilo e le tecniche utili ad arginare il dialogo
e la propaganda online senza oscurare l'intera rete.
Internet come mare magnum, la Polizia Postale come
unica risorsa contro una disfunzione sociale la cui espressione, attraverso i
mass-media, ne rappresenta solo un aspetto. Eppure la
coordinazione tra istituzioni e forze dell'ordine sembra crescere ed affinarsi
allo stesso ritmo dell'evoluzione delle tecniche di propaganda pedofile. "Collaboriamo con la Polizia Postale
intervenendo o prima o dopo il rinvenimento di materiale
pedo-pornografico" ha dichiarato la dott.sa Chiara Giacomantonio,
responsabile italiano dell' Ufficio Minori Sco ed esperta della lotta al traffico e allo sfruttamento
di minori. "Dalla Polizia postale si passa ad allertare
le squadre mobili territorialmente competenti ed è capitato di intervenire proprio mentre si consumavano abusi sui minori." La
coordinazione tra il reato virtuale e quello reale è dunque fondamentale.
"Esistono anche squadre anti-sette", continua la Giacomantonio
riferendosi allo sradicamento del fenomeno pedofilo connesso ai reati satanici.
Per
saperne di più:
La Sicilia
Il Comunicato di Jonge
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dei pedofili