I "Cinque
punti" del Calvinismo
Il termine TULIP è un acronimo, che
significa "tulipano", e sta ad indicare, sinteticamente, i cinque
elementi fondamentali sui quali si basa la dottrina della giustificazione per grazia
mediante la fede di marca autenticamente protestante.
Totale Depravazione
Una Elezione Incondizionata
Limitata Espiazione
Irresistibile Grazia
1. Depravazione Totale: l’uomo
naturale è spiritualmente morto;
2. Elezione Incondizionata: l’elezione alla
salvezza di Dio è incondizionata;
3. Redenzione Particolare: il sacrificio di Cristo è efficace e inteso
solo per il popolo eletto di Dio;
4. Grazia Irresistibile: lo Spirito Santo rigenera ognuno degli eletti di Dio,
consentendogli di credere ed essere salvato;
5. Perseveranza dei Santi: coloro che Dio ha rigenerato, chiamato e
giustificato, sono custoditi da Dio e aiutati a perseverare nella fede.
Cosa si intende con
l’espressione “Totale Depravazione”?
Si vuole intendere che l’uomo è spiritualmente morto a causa della caduta di Adamo
ed è in questo stato sin dalla propria nascita. A
causa di tale morte spirituale, l’uomo è incapace di accettare e
praticare la volontà di Dio essendo sordo e cieco ad ogni autentica
realtà spirituale, servendo al peccato che pervade ogni aspetto della
sua esistenza, ivi inclusi i suoi ragionamenti, le sue emozioni e la sua
volontà, corrompendola e pregiudicandola tutta. In tale stato,
l’uomo non solo è incapace di pentirsi e di cercare Dio, ma
consciamente o meno, gli è anche attivamente ostile agendo sotto
l’impulso della propria natura corrotta. Per tale ragione nulla nelle
azioni dell’uomo naturale può essere gradito a Dio, perchè nulla è compiuto con il giusto fine, cioè per dare gloria a Dio, ma con il fine di
compiacere il proprio orgoglio e la propria autonomia da Dio.
Trovandosi ogni aspetto del proprio
essere in questo stato di totale asservimento al peccato, l’uomo è
incapace anche solo di desiderare il bene secondo Dio, e tuttavia agisce in
piena responsabilità perchè non
costretto da una forza esterna, ma mosso dalla
necessità dell sua natura. Nessuna sua azione,
volere o buona opera può avvicinarlo alla
salvezza, ma solo l’intervento gratuito e incondizionato di Dio.
Ger. 2:16-17; Rom.
5:12; Ef. 2:1-3; Col. 2:13; Ger. 6:5; Ger. 8:21; Eccl. 9:3; Ger. 17:9; Marc. 7:21-23; Giov. 8:44; 2Tim. 2:25-26; 1Giov 3:10; 1Giov 5:19; Rom. 6:20;
Tito 3:3; Giov. 6:44; Giov.
6:65; Rom. 3:9-12; Rom. 8:7-8;
1Cor. 2:14
Cosa si intende con “Una
Elezione Incondizionata”?
Tutta l’umanità è
totalmente corrotta e asservita al peccato. In quanto peccatore, l’uomo
condivide la stessa maledizione pronunciata su Adamo e merita giustamente la
condanna di Dio. Dio nel suo immenso amore per la Sua creatura ha inviato il
suo carissimo Figlio nel mondo, così che chiunque creda
in Lui sia infallibilmente salvato ed erediti la vita eterna. Affinchè gli uomini possano essere condotti alla
fede, Dio invia i suoi servi per annunciare il vangelo, grazie al quale alcuni
sono riconciliati da Cristo e ricevono il dono della fede, altri induriscono i
loro cuori rimanendo sotto la condanna di Dio, a causa della incredulità
che è costitutiva della loro natura.
Che alcuni ricevano
il dono della fede mentre altri ne rimangono privi, procede dall’eterna e
insondabile decisione di Dio, secondo la quale prima della fondazione del mondo
ha scelto alcuni, non migliori degli altri e non in previsione delle loro
azioni future, predestinandoli alla vita eterna, rigenerandoli per grazia e
rendendoli inclini a credere, lasciando nel contempo gli altri nella loro
ostinata malvagità. L’elezione è quindi incondizionata, non
essendo fondata su opere meritorie, sulla previsione della fede prevista del
credente, sulla perseveranza. Fede e santità sono
i risultati della predestinazione, e non viceversa.
Deut. 10:14,15; Mat. 24:22-24; Mat. 24:31; Giov. 6:37; Giov. 6:65; Giov.
17:9; Rom. 8:28; Rom. 11:5; Ef. 1:4,5; Ef. 1:11; 1Tes. 1:4; 1Tes. 5:9; 2Tes.
2:13; 1Piet. 1:1; 1Piet. 2:8,9; Deut. 7:6; Rom. 9:11-13; Rom. 9:16; 1Cor.
1:27-29; 2Tim. 1:9; At. 13:48; Att. 18:27; Ef. 1:12; Ef. 2:10; Fil. 1:29; Fil.
2:12; 1Tess. 1:4-5; 2Tess. 2:13,14; 2Piet. 1:5-11; 1Cor. 8:3; 2Tim. 2:19;
1Piet. 1:20
Cosa si intende con “Limitata
Elezione”?
La Redenzione operata da Cristo
è limitata non perchè sia insufficiente
o difetti di qualcosa, ma perchè la morte di
Cristo è stata intesa ad assicurare la salvezza solo di
quanti Dio ha eletto sin da prima della fondazione del mondo. Per tale
ragione la Redenzione viene anche detta “definita” o
“particolare”. Il termine “redenzione” contiene due
concetti: quello di soddisfazione e quello di sostituzione. La giustizia di Dio
che vuole la punizione del peccatore attraverso la morte, è soddisfatta
dal sacrificio di Cristo, che ha pagato pienamente il debito per il nostro
peccato morendo sulla croce. Cristo si è sostituito a noi a tutti gli
effetti, in quanto Egli si è fatto pienamente
uomo. La soddisfazione e la sostituzione della redenzione hanno un valore
infinito, nel senso che valgono per chiunque, in qualunque luogo, in qualsiasi
nazione, in ogni tempo, sia destinato da Cristo a vita eterna. Il valore e
significato del sacrificio di Cristo implica che la
redenzione è necessariamente efficace, ne consegue che Cristo non
morì per l’intera umanità, altrimenti tutta
l’umanità dovrebbe essere di fatto redenta, ma morì solo
per gli eletti, cioè per coloro che Dio ha scelto
dall’eternità per essere il suo popolo e che nei tempi stabiliti
da Dio verranno a salvezza. In questo senso, l’estensione della
redenzione è limitata, perchè intesa
solo per gli eletti e non per l’intera umanità.
Roiom. 5:8; 2Cor. 5:18; Ef. 2:15;
Col. 1:21,22; Gal. 3:13; Tito 2:14; Ebr. 9:12; Luc.
19:10; 1Tim. 1:15; Giov. 6:35-40; Giov. 10:11; Giov. 10:14-18; Giov. 10:24-29; Ef. 1:3,4,7,13; Gv. 17:1-11,20,24-26; Ebr. 2:17; Ebr.
3:1; Ebr. 9:28; Mt. 1:21; Giov. 10:11,15,26;
Atti 20:28; Ef. 5:25-27;
Rom. 8:32-34; Giov. 15:13;
Mt. 20:28; Mt. 26:28; Ebr. 9:28;
Ap. 5:9; Giov.
3:16,17; Giov. 4:42; 2Cor. 5:19;
1Giov. 2:1,2; 1Giov. 4:14;
Rom. 5:18; 2Cor. 5:14,15;
1Tim. 2:4-6; Ebr. 2:9; 2Piet. 3:9
Cosa si
intende con “Irresistibile Grazia”?
La grazia è il favore che Dio
manifesta agli uomini donando e inviando loro lo Spirito Santo unicamente per
Sua libera iniziativa. La Grazia può essere definita anche come
l’opera dello Spirito. Lo Spirito Santo rigenera gratuitamente gli eletti
di Dio, sostituendone il cuore ribelle con un cuore desideroso di conoscere Dio
e servirLo.
Essendo l’uomo naturale morto nei
propri falli e peccati è evidente che solo
un’iniziativa esterna e incondizionata possa produrre la salvezza. Questa
iniziativa è l’opera dello Spirito Santo, che per grazia agisce
efficacemente per chiamare gli eletti alla conversione (la nuova nascita),
donando loro la fede per mezzo della quale otterranno la giustificazione. Poichè la redenzione ha efficacia assoluta, è
altrettanto necessario che l’eletto non abbia la capacità di
resistere a questa potente azione della Grazia salvifica. La Grazia è
quindi irresistibile non nel senso che costringa ad
agire contro volontà, ma nel senso che agisce con efficacia certa nel
rinnovare la volontà dell’eletto, che risponde liberamente e con
gioia all’annuncio della salvezza in Cristo. Per tale motivo la
conversione è un frutto della rigenerazione spirituale. Va ricordato che
la rigenerazione è compiuta unicamente dallo Spirito Santo, e non
dipendente dalla cooperazione dell’uomo, che invece accetta con gioia il
dono della fede.
Gmiov. 6:37; Giov. 6:44; Giov. 10:16; Rom. 8:28; Rom. 8:32; 1Cor. 6:11;
1Cor. 12:3; 2Cor. 3:6; 2Cor. 3:17; Ef. 1:3; Ef. 1:7; Ef. 1:13; 1Piet. 1:2;
Giov. 1:12; Rom. 9:16; Giov. 3:3; 1Piet. 1:3; 1Piet. 1:23;
1Giov. 5:4; Tito 3:5; Deut.
30:6; Ezec. 36:26; 2Cor. 5:17-18; Gal. 6:15; Ef. 2:10;
Giov. 5:21; Giov.
11:14,15,25,38-44; Ef. 2:1,5;
Col. 2:13; Giov. 17:2; 1Cor. 4:7;
Ef. 2:8,9; Atti 5:31; Atti
11:18; Atti 13:48; Atti 16:14; Atti 18:27; Ef. 2:8; Fil. 1:29; 2Ti. 2:25
Cosa si intende
con “Perseveranza dei Santi”?
I santi, cioè coloro che Dio
dall’eternità ha eletto, rigenerato, chiamato e giustificato in
Cristo, non possono perdere la salvezza perchè
sono preservati nella fede per mezzo dell’opera dello Spirito Santo. La
salvezza è opera di Dio, dall’elezione alla
glorificazione finale, perchè Dio è
fedele nella sua promessa e immutabile nei suoi decreti. La persona che crede
sinceramente in Cristo è già salvata e possiede già con sicurezza
la vita eterna. Chi ha fede sincera può purtroppo ancora peccare nel
corso del suo cammino di fede, e persino rinnegare la propria fede, ma egli
rimane comunque sorretto dalla grazia di Dio e guidato
al ravvedimento. La perseveranza è una qualità intrinseca dei
santi, non dipende dalla loro volontà ma
dall’immutabilità della decisione di Dio, perchè
solo i veri credenti persevereranno fino alla fine nella fede. Coloro che non dovessere mostrare i segni del ravvedimento,
dimostrerebbero con ciò di essere stati membri
ipocriti della chiesa di Cristo e non veri eletti.
Giov. 3:16; Giov. 3:36; Giov. 5:24; Giov. 6:47; Giov. 6:51; Giov. 11:25; 1Giov. 5:13; 1Piet. 1:23; Giov. 6:35,40; Giov. 10:27,30; Giov. 17:11,12; Giov. 17:15; Rom. 8:29,30; Rom. 8:35,39; 1Cor. 1:8; Ef. 1:5; Ef.
1:13,14; Ef. 4:30; Fil. 1:6; 1Piet. 1:3,5Gv. 14:21; Giov.
15:1,11; Ef. 2:10; 2Piet. 1:10; Fil.
3:12; 1Giov. 3:9; 1Giov: 5:18; Ebr. 5:11; 1Giov. 2:19; 1Giov. 2:25
Conclusione
Non è possibile, credere con coerenza biblica e dunque con
logica, soltanto in qualcuno dei cinque punti ritenendo di potere tralasciare
quelli che sembrano creare qualche tipo di "imbarazzo". Ciò perchè la dottrina della giustificazione è un
"intero", ossia un complesso di dottrine profondamente intersecate tra di loro e non passibili di essere separate, se non a
rischio di snaturare il significato stesso della "giustificazione per
grazia mediante la fede". Questa dottrina non è composta dunque da
un insieme di isolate e indipendenti dottrine, ma da
parti talmente inter-connesse tra loro, da formare un sistema semplice,
armonioso e consistente. Se qualcuno riuscisse a
provare falsa una delle sue parti, l'intero sistema dovrebbe essere
abbandonato. Alterare o sottrarre uno dei punti significa incamminarsi su una
strada che è quella della teologia cattolica o dell'arminianesimo,
che entrambe assegnano all'uomo una parte importante nell'opera di redenzione
del Cristo. Arminiani e cattolici, ritengono che la elezione a salvezza sia condizionata, ossia offerta come
opportunità a tutti, ciò implica che 1) l'uomo non sia totalmente
depravato, ossia un peccatore nemico di Dio, 2) che la grazia non sia
irresistibile, e pertanto il Dio sovrano della Bibbia avrebbe difficoltà
ad attirare a Sè le proprie creature, 3) che i
santi non abbiano ricevuto il dono della perseveranza, e pertanto dovrebbero
disperare poichè in ogni momento, a causa del
peccato, sono in pericolo di perdere la propria salvezza.
Non credere nei cinque punti ha come risultato: non credere in un Dio
autenticamente sovrano, ma al contrario in un Dio limitato dall'autonomia
dell'uomo e da un universo dominato dal caso. Al contrario la dottrina della
giustificazione ci comunica due felici certezzei: A)
Dio da tutta l'eternità, prima della fondazione del mondo, a causa dei
futuri meriti di Cristo, elesse a salvezza alcuni
uomini predisponendo che essi al tempo opportuno ricevessero fede per pentirsi
e convertirsi; B) Dio nell'eleggere gli uomini non tiene in conto alcun loro
merito, neppure la "previsione" di una loro condotta virtuosa o la
"non resistenza" all'azione dello Spirito Santo o la "fede"
nell'evangelo.
(autore: Domenico Iannone)